|
:: Sintetico italiano Stefano Cerio a cura di Angela Tecce - 27.06.2009
L’esposizione esamina il percorso personale dell’artista,negli ultimi anni, attraverso tre serie di fotografie: Sintetico Urbano, Souvenirs e Apparizioni, il cui filo conduttore resta per tutte l’elemento del Kitsch come pellicola menzognera e edulcorante della realtà.
L’artista percorre da qualche anno le strade del kitsch che lo hanno condotto attraverso cimiteri per cani e laccate cittadine del sud Italia dove l’intero paesaggio sembra il set di un film anni ’50 o di uno spot di prodotti per famiglie. La scenografia sovraccarica di questi luoghi accosta baite alpine a colonnati neoclassici, centri commerciali moderni a guglie neogotiche.
Reliquia di questo pellegrinaggio, feticcio mistico dell’era del turismo di massa, il souvenir, sul quale l’artista si concentra nella sua seconda serie, abbandona la sua condizione di frivolo oggetto da mensola in cucina per elevarsi, nelle foto di Cerio, ad una dimensione purissima e ascetica in un elegante bianco e nero da straight photography che, interferendo con la fattura approssimata di questi ninnoli, restituisce un’ immagine eloquente del turismo odierno. Una pratica preconfezionata e ammiccante che nulla ha a che vedere con la realtà delle tradizioni e dei luoghi visitati né con le persone che li abitano.
L’obiettivo stringe sulla tematica religiosa nella serie di lavori più recente intitolata “Apparizioni” mantenendo però l’attenzione concentrata sul confronto tra desiderio e realtà, ovvero sull’oggetto e la sua “manifestazione”. Le figure di grandi statue di madonne e sante, sembrano emergere da paesaggi rigogliosi come apparizioni mistiche manifestando però immediatamente la loro natura di oggetti piùcchereali, portatori di un significato cultuale pret-a-porter. Contrasti aggressivi e sfondi sfumati stressano l’accento sull’effettiva concretezza di questi feticci, sul loro smaltato manifestarsi che ci rapisce, trasporta e infine ci fa sorridere. La patina del kitsch non fornisce risposte ma scherma la realtà con una lamina che ancora una volta confonde.
La mostra, curata da Angela Tecce, è realizzata da Changing Role , in collaborazione
con Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico
e per il Polo Museale della città di Napoli.
|