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:: IL DESTINO DEL VENTO,MOSTRA PERSONALE di GIUSEPPE GONELLA - 18.04.2009
Venezia, Milano, Vienna, Londra... Musei e Gallerie di prestigio hanno già ospitato questo giovanissimo talento della pittura italiana. 24 anni appena svoltati, ma le stagioni dell'espressione e della rappresentazione non conoscono età. Negli ultimi suoi lavori ci si può raffrontare se mai con i trilioni di anni, al di là della storia dell'uomo e delle umane ri-creazioni che tanto ci avvicinano agli Dei. Alte citazioni cinematografiche, da Antonioni a Kubrick. Il colore che esplode denso ci riporta al principio di tutto, al big bang (o a un contrapposto big crunch). Con del valore aggiunto: la buona stella del vento, forte eppur leggero, ché il dolore e la malasorte stanno sempre in agguato. Una prima, una seconda mano. Gli acrilici a servizio di una mutazione allegorica giocata in un gaudioso travaglio. Il fondo tirato con le pennellesse del tempo. Il dettaglio fluttuante, forse la proiezione di una spettrale interiorità d'esterni. Il nostro io - il ragazzo che siamo o che vorremmo essere - è già lì in primo piano, a dare consistenza al paesaggio dipinto, fra i singulti di un mondo che nasce e muore nello stesso spazio-attimo. Il destino dell'arte, lasciata alle Correnti. E la discendenza! (Il padre è affermato maestro di quella musiva). Al tocco innato infine si aggiunga la trafila accademica, per altro con risultati di massima lode. Ciò che resta sono opere di moderno respiro ma ben ancorate alla lezione severa di quel Rinascimento col quale ogni avanguardia ha dovuto e dovrà fare i conti. Alcuni sono rimasti in sospeso, come le tensioni che Giuseppe Gonella sa tracciare con occhio sapiente e aperto, giocando oltre il telaio, oltre la curvatura della luce, tornando poi in dirittura del proprio punctum dolens della comunicazione, fino al centro esatto delle discipline figurative, all'incrocio obbligato degli universi. Splendore & spazzatura. Liriche architetture & amare macerie. Girandolare di toni & di articolate prospettive che se bene guardi ti perdi! E questa fantastica abilità nel dipingere l'invisibile, nel concretizzare l'evocazione di ciò che è solo soffio o carezza o uragano.
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